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PALAZZO MORANDO | COSTUME MODA IMMAGINE

 

 

Nel cuore del capoluogo meneghino – nel celebre quadrilatero della moda – Palazzo Morando Attendolo Bolognini si contraddistingue per l'aspetto sobrio del suo esterno cui corrisponde la ricchezza del cortile e degli arredi interni.

 

Questo contrasto è quasi la costante delle dimore patrizie milanesi di ogni epoca. Dietro la sobria facciata settecentesca sormontata da un balcone, si nasconde infatti la ricca corte porticata che introduce allo scalone del palazzo e ai tesori custoditi nel piano nobile, nel quale sono con servati le decorazioni e buona parte degli arredi originali. Soltanto salendo lentamente quello scalone in pietra si comincia a percepire la grandezza del luogo che ci ospita; e soltanto allora può cominciare la visita a una delle dimore più importanti e sorprendenti della storia cittadina. 

 

Il palazzo settecentesco, che nel corso dei secoli fu residenza di alcune delle più importanti famiglie milanesi, nel 1903 divenne proprietà dalla famiglia Attendolo Bolognini, famiglia di nobiltà sforzesca e già proprietaria nel meraviglioso castello di Sant'Angelo lodigiano.

 

L'ultima discendente, la contessa Lydia Caprara di Montala, bolognese di origine e sposa del conte Gian Giacomo Morando de' Rizzoni (1855-1919), decise che, al momento della sua morte, avvenuta il 30 Gennaio del 1945, l'intero palazzo, la collezione di dipinti, arredi e sculture sarebbero andati in eredità al Comune di Milano. 

 

Dopo diverse traversie, smembramenti e incertezze – a causa delle quali il lascito della contessa fu smembrato nelle diverse collezioni della Trivulziana – dal 1994 il palazzo ospita nuovamente una parte del lascito Morando, riunito nel piano nobile adibito a funzione museale. Detto museo custodisce due diverse collezioni d'arte: la prima, rappresentata dal fondo Beretta – nato con la donazione del 1935 e noto come Pinacoteca del museo di Milano – consta di preziosi dipinti dei più importanti artisti lombardi del '700/800. Le strade affollate, le porte, i navigli sono i soggetti preferiti di Migliara, Canella, Inganni, Bisi e altri ancora.


Protagonista assoluta è la Milano ottocentesca. La seconda collezione, quella della contessa Attendolo Bolognini, si caratterizza per la preziosità degli arredi, dei dipinti, dei mobili, delle porcellane e dei bronzi orientali. Il visitatore si troverà dunque inserito in un duplice percorso, rappresentato da un lato dall'importante raccolta di dipinti e di testimonianze iconografiche dei mutamenti della città nel corso del XIX secolo; dall'altro potrà apprezzare le significative testimonianze rimaste nel palazzo della civiltà e del gusto dell'abitare di un'intera epoca. Alla sua morte la contessa lasciò inoltre una preziosissima biblioteca esoterica, oggi custodita al Castello Sforzesco, testimonianza della sua passione per la magia, l'astrologia lo spiritismo. Per tali ragioni la nobildonna dei Caprara di Montala fu anche conosciuta come la "contessa nera".
 

Nel 2011 sono terminati i lavori che hanno portato al pieno recupero del piano nobile, e alla restituzionedel piano terreno alla sua vocazione espositiva. Interamente affacciato sulla corte interna, è statoadibito a spazio per ospitare eventi e mostre volti a promuovere la diffusione e la conoscenza delcostume, della moda e della storia milanese..

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