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PALAZZO MORANDO

 

Nel cuore del capoluogo meneghino – nel celebre quadrilatero della moda – Palazzo Morando Attendolo Bolognini si contraddistingue per l'aspetto sobrio del suo esterno cui corrisponde la ricchezza del cortile e degli arredi interni.

 

Questo contrasto è quasi la costante delle dimore patrizie milanesi di ogni epoca. Dietro la sobria facciata settecentesca sormontata da un balcone, si nasconde infatti la ricca corte porticata che introduce allo scalone del palazzo e ai tesori custoditi nel piano nobile, nel quale sono con servati le decorazioni e buona parte degli arredi originali. Soltanto salendo lentamente quello scalone in pietra si comincia a percepire la grandezza del luogo che ci ospita; e soltanto allora può cominciare la visita a una delle dimore più importanti e sorprendenti della storia cittadina. 

 

Il palazzo settecentesco, che nel corso dei secoli fu residenza di alcune delle più importanti famiglie milanesi, nel 1903 divenne proprietà dalla famiglia Attendolo Bolognini, famiglia di nobiltà sforzesca e già proprietaria nel meraviglioso castello di Sant'Angelo lodigiano.

 

L'ultima discendente, la contessa Lydia Caprara di Montala, bolognese di origine e sposa del conte Gian Giacomo Morando de' Rizzoni (1855-1919), decise che, al momento della sua morte, avvenuta il 30 Gennaio del 1945, l'intero palazzo, la collezione di dipinti, arredi e sculture sarebbero andati in eredità al Comune di Milano.

 

 

 

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